Pagine

CORALITA'



12 ottobre 2019, "La Scuola in centro"








E’ quando insieme, con lo stesso intento, si realizzano progetti e attività ed è ancor più apprezzabile se il fulcro di tutto questo è un coro di ragazzi, come il “Coro Scuola in…Canto” del nostro Istituto, che coopera e coinvolge, nella maggior parte dei casi, buona parte della comunità cisanese.
Sempre uniti e compatti alle prove e ai concerti ed anche durante le fantastiche uscite che non dimenticheremo mai!
Anche quest’anno siamo riusciti insieme a partecipare ad eventi importanti per la comunità di Cisano e che qui ricorderemo brevemente.







12 ottobre, “La Scuola in Centro”:  insieme per le nostre scuole. Una gara di solidarietà per raccogliere alcuni fondi da destinare alle scuole di Cisano. Genitori, rappresentanti degli Enti Locali, associazioni, l’Amministrazione Comunale …. Tutti insieme. Un corale lavoro di squadra che ha raggiunto risultati sorprendenti. Tra un piatto di gnocchi e l’altro con squisito sugo casalingo, il nostro coro ha allietato la serata di questa manifestazione iniziata nel primo pomeriggio con gare e giochi per tutti.





Ma non c’era tempo di fermarsi perché ci aspettavano due momenti natalizi importanti; si decide pertanto di voltare pagina. Ed ecco che il repertorio profano, rivisto in pochissime prove e settimane, lascia il posto a quello sacro e natalizio per i due appuntamenti di fine anno.


      18 dicembre: concerto corale di tutti i gruppi musicali dei plessi delle secondarie nostro Comprensivo.  Prima volta in assoluto tutti insieme per volontà della nostra dirigente. Così scrissi a gennaio:
       “Un’ora di canti, brani e poesie ispirate al Natale sono stati eseguiti nella maestosa chiesa di S. Zenone a Cisano Bergamasco e gli attori di tutto ciò sono stati i nostri studenti coordinati dai loro insegnanti. Ciò che potrebbe sembrare  usuale in questo periodo in cui abbondano saggi e concerti  per il nostro Istituto è stato un momento molto speciale, inusuale fino ad oggi perché è stato realizzato con la compartecipazione di tutti i plessi. Ed insieme al ventennale “Coro Scuola in…Canto”, rappresentativo del plesso di Cisano, si sono avvicendati i gruppi di Caprino, Pontida e Torre dè Busi che con canti e brani suonati hanno allietato la serata.”
La splendida serata si era infatti conclusa con l’intento da parte di tutti  di continuare questi momenti musicali condivisi.



Ed ancora… LA PARTENZA PER MALTA!    

        
Tanto impegno nel predisporre tutto il programma; notevole è stato l’aiuto dell’Amministrazione Comunale, in particolare del sindaco, Andrea Vitali e dell’assessore alla cultura, Daniella  Frigerio. Tutti i contatti sull’isola sono stati pianificati in modo strabiliante della famiglia di Elisabetta e Carnati Mauro cisanesi/maltesi a cui vanno ancora i nostri più sentiti ringraziamenti per la loro organizzazione e immensa disponibilità. Anche i genitori si sono sentiti coinvolti, in particolar modo  Giuseppe Marando, l’ ideatore di questa nostra trasferta che si è davvero concretizzata a distanza di un anno dalla sua proposta,  avanzata durante il viaggio di ritorno da Piran in cui il coro aveva partecipato ai Canti d’Avvento.
Ogni minimo istante è stato inoltre scrupolosamente raccontato dalla giornalista Michela Maino che ha decritto con dovizia di particolari questi momenti singolari in "Val San Martino e Dintorni".




                                                  Elaborazione del Sig. Giuseppe Marando


A ciò si aggiunga anche l’accoglienza festosa da parte degli abitanti di Xahgra che hanno condiviso con noi i concerti e la visita itinerante all’isola di Gozo.
Giornate molto intense trascorse su quell’isola con l’intento di avviare un gemellaggio che sicuramente continuerà negli anni a venire.



                                
Articoli tratti da "Giornale di Merate" e "L'Eco di Bergamo"


7 febbraio 2020: una serata per non dimenticare “le tragedie del passato, per evitare il ripetersi di ciò che nulla ha mai avuto di umano” (dal blog Val San Martino e dintorni). In questa Giornata della Memoria sono stati coinvolti anche tutti gli studenti delle classi terze, che hanno cantato con il coro e letto alcuni testi e poesie adatte a riflettere per “costruire un mondo di pace e fratellanza”. (Jbidem)




MA IL CORO NON HA CONCLUSO QUI!


I contatti non si sono interrotti e a Pasqua c’è stato un augurio di pace e serenità con un brano non solo adatto al periodo che noi tutti stavamo attraversando, ma significativo perché realizzato per la prima volta dal coro a Palmanova  in quel concorso intitolato a Lucia (morta prematuramente) a cui, a nostra insaputa, piaceva tanto quel brano. E’ diventato per il coro un canto di speranza, di conforto e sprone per costruire un domani migliore, per continuare a vivere anche dopo la tragedia e lo sconforto.
Ne proponiamo qui un breve frammento in ottemperanza ai diritti d’autore.







Ed infine la decisione di realizzare una composizione a distanza, un coro virtuale.

CI SIAMO RIUSCITI anche se con tanta difficoltà.   😊


Si è sperimentato in tal caso che ognuno ha dovuto cantare da solo, senza sentire la voce accanto, grande aiuto per sostenere la propria parte, senza l’amalgama di tutte le voci necessarie all’orecchio per l’impianto vocale di base e senza il direttore che da’ un feedback immediato dell’esecuzione.

E’ MANCATA LA CORALITA’, l’aiuto reciproco, ma, confidando nelle nostre sole capacità e nel ricordo di ciò che è stato sperimentato insieme nei primi mesi dell’anno e dei precedenti, abbiamo ancora saputo creare una coralità tutta speciale, una “unione a distanza” che ha portato ad una condivisione di tutte le voci e  ad un risultato fantastico.

“Joy to the world” di Haendel è il brano scelto per questo coro virtuale (qui ne riportiamo una minima parte nel rispetto dei ben noti diritti d’autore): sia questo un inno di gioia e di rinascita per tutti noi.





Arrivederci a settembre!!                        


                                      




Il cuore non dimentica mai ...



Elaborazione di Angelica Mangili, classe 3C



“Il cuore non dimentica mai … E anche se la vita divide … Certe persone resteranno importanti per sempre” (A. Gravina).  Così Angelica M. di 3C contraccambia i saluti dei suoi professori che l’hanno accompagnata in questi tre anni. E come lei stiamo salutando ad uno ad uno tutti i nostri studenti di terza media quando, tutti ordinati ed eleganti, si presentano alla discussione online del loro elaborato, momento conclusivo di questo anno scolastico.
Un insolito anno, soprattutto per questi ultimi mesi trascorsi tra le mura domestiche, sperimentando giorno dopo giorno una nuova didattica che, in modo così repentino, ha sostituito quella tradizionale. Grazie però alle nuove tecnologie siamo riusciti a stare comunque vicino ai nostri alunni, continuare le lezioni e supportarli, nel miglior modo possibile, di fronte a qualsiasi esigenza scolastica.
Anche gli esami di terza media si sono svolti a distanza e in questo post, poiché in questi mesi (preoccupati di concludere la programmazione e di guidarli nella stesura del loro elaborato o tesina) c’è stato poco tempo per ascoltare i nostri studenti e conoscere come loro hanno vissuto quest’esperienza, dedichiamo questo spazio a loro.
Hanno trascorso con noi tre anni e sicuramente pensavano di concludere in tutt’altro modo: la gita di un giorno, la pizzata e i giochi di fine anno avrebbero sicuramente consolidato quel clima familiare che loro avevano già assaporato di anno in anno.
Purtroppo non è stato così e quindi vorremmo ricordargli che siamo comunque vicini in questo momento di passaggio da un ordine scolastico all’altro, nella speranza di poter ritrovarci insieme personalmente per un saluto dopo la pausa estiva.
Prima delle loro riflessioni in merito all’anno trascorso, vogliamo qui di seguito riportare i saluti che la nostra Dirigente, prof.ssa Di Guglielmo Mariateresa, ha scritto per loro e per tutta la nostra comunità scolastica, prossima a godersi la meritata pausa estiva:
“Questo anno scolastico, così travagliato, è giunto a conclusione.
Un grazie sincero a tutti voi, bambine e bambini, ragazze e ragazzi. Avete elargito un grande slancio motivazionale che mi ha consentito di affrontare la nuova sfida professionale ed umana in una nuova realtà scolastica cui la vostra presenza ha donato senso e significato.
Sin dal primo giorno di scuola ho vissuto numerose e bellissime esperienze a testimonianza della vostra curiosità e del vostro desiderio di conoscere e apprendere.
L’emergenza epidemiologica ci ha tolto gli spazi della conoscenza, dei giochi e delle chiacchierate tra amici, ci ha allontanato fisicamente, ma ci ha fatto scoprire una nuova vicinanza, fatta di idee, di emozioni e di condivisioni virtuali.
Ci siamo conosciuti in modo più diretto e profondo, abbiamo dato valore a ciò che è essenziale per la nostra esistenza, anche dal punto di vista affettivo e cognitivo. 
La scuola ha avuto un ruolo fondamentale. Ha rivoluzionato dal basso, attraverso  insegnanti, discenti, amministrativi e genitori, in un tempo brevissimo, un sistema scolastico tradizionale, forse anche obsoleto, declinando l’assenza in una nuova presenza. 
Un particolare pensiero ai docenti. La didattica a distanza non potrà mai avere la significatività dell’incontro che avviene nelle aule scolastiche in termini di apprendimento e di relazione. Eppure, in questi mesi, grazie a tutti voi è stato creato un nuovo spazio di condivisione, un nuovo modo per arrivare ai vostri alunni, per non lasciarli soli, perché continuassero ad imparare.
Durante la fase emergenziale è stato faticoso, anche per gli alunni, riorganizzarsi e imparare nuove modalità di lavoro, ma molti, attraverso la didattica a distanza, hanno dimostrato impegno e capacità di adattamento, acquisendo senso di responsabilità, nuove abilità e competenze. Non ultima la consapevolezza dell’importanza di ritrovarsi a scuola.
Forse mai come in questi mesi insegnanti e genitori hanno lavorato insieme e hanno collaborato non solo per l’apprendimento dei propri discenti e dei propri figli, ma per costruire un nuovo ambiente di cooperazione educativa, una nuova socialità che mediasse tra il bisogno di partecipazione e l’obbligo di isolamento.
Un profondo ringraziamento a tutte le famiglie che con collaborazione, passione e dedizione hanno permesso una comunicazione efficace che non si è mai interrotta anche durante l’emergenza sanitaria, rafforzando, in molti casi, il dialogo educativo e concretizzando la comunità d’intenti, elemento determinante per la formazione delle giovani generazioni.
Un saluto speciale alle alunne e agli alunni delle classi V della scuola primaria e delle classi III della Scuola secondaria di I grado.
Non c’è stato, quest’anno, l’ultimo suono della campanella a segnare la chiusura di questo percorso né purtroppo le emozionanti feste di saluto per ripercorrere, con gioia ed un pizzico di malinconia, tutto il vissuto insieme. 
Con la speranza di aver contribuito a realizzare i vostri sogni ed orientato i vostri studi futuri, mi auguro di incontrarvi nuovamente a scuola, luogo sempre pronto ad accogliervi.
Desidero ringraziare gli Enti locali con i quali il dialogo è sempre stato costruttivo e con i quali è necessario continuare, adesso più che mai, il lavoro sinergico per definire le modalità di ripartenza.
Rivolgo i più sentiti ringraziamenti allo staff, ai collaboratori diretti e a tutte le figure di sistema che da subito mi hanno accolto con grande professionalità e competenza e mi hanno costantemente accompagnato nelle mie azioni quotidiane.
Un grande e sentito apprezzamento a tutti i docenti, alla DSGA e a tutto il personale ATA che ha permesso di operare in un ambiente sereno, dove ognuno si è sentito parte integrante di una grande comunità umana, che, a vario titolo, contribuisce al perseguimento degli scopi educativi.
Di fronte all’emergenza, che rendeva più difficile il ruolo di comunità educante, tutti insieme, nonostante la diversità dei ruoli e delle competenze, abbiamo guardato nella stessa direzione e compiuto scelte importanti e rapide per riorganizzare la scuola.
Sicura che questa costruttiva sinergia proseguirà nel prossimo anno scolastico, auguro a tutti di godere appieno il tempo meritato delle vacanze.



Ed ora la parola a loro:

Classe terza A


                Classe 3B

                    😉


                      








                  Classe 3C  

                   😊                 




       




 Questi tre anni hanno avuto molta importanza per me e mi hanno dato molti insegnamenti. Mi hanno insegnato il valore dell’amicizia, infatti ho incontrato persone fantastiche, in particolare I. e M. che sono le mie migliori amiche... Con loro ho passato momenti indimenticabili e ho vissuto molte esperienze che mi hanno fatto capire che la vera amicizia supera qualsiasi ostacolo. Ho imparato il rispetto, non solo quello dell’autorità, ma anche quello per le persone che ti stanno accanto. Ho capito che per raggiungere un obiettivo ci vuole impegno e fatica e che lungo il percorso possiamo trovare tante difficoltà che dobbiamo affrontare e se a volte si sbaglia non ci si deve abbattere, anzi, si deve trovare la forza di continuare a lottare perché dagli errori si impara. Ho capito che non si possono giudicare le persone dall’aspetto, perché spesso le persone giudicate “brutte” possono rivelarsi piene di sorprese e che prima di giudicare una persona bisogna conoscerla. In questi mesi siamo stati messi a dura prova dal Covid-19, dove tutta la nostra quotidianità è stata stravolta. All’inizio io, come credo quasi tutti gli studenti, ero rilassata: si avevano meno compiti, meno ore di lezione e la possibilità di svegliarsi a un orario più decente, ma non capivo ciò che stava succedendo. Con il passare delle settimane non era più possibile non sapere, non venire a conoscenza della drammaticità degli eventi e il mio entusiasmo si è tramutato in tristezza e forse un po’ di depressione: mi mancavano i miei amici, i miei compagni e pure i professori. Parlare, interagire in videochiamata è molto differente che farlo nella realtà, mancano le emozioni sia positive che negative, diventa tutto asettico. Beh... nella negatività di questo evento ho tratto molti insegnamenti che porterò nel mio cuore e applicherò nella vita di tutti i giorni. L’insegnamento più grande è che nei momenti più difficili, più disperati non bisogna mai perdere la speranza. “La speranza non è ottimismo. La speranza non è la convinzione che ciò che stiamo facendo avrà successo. La speranza è la certezza che ciò che stiamo facendo abbia un significato. Che abbia successo o meno.” (Vaclav Havel) Grazie professori per avermi fatta appassionare e avermi fatto comprendere l’importanza della cultura, che si impara oltre che dai libri anche dalle esperienze. Auguro a voi professori di riuscire sempre ad accendere la curiosità nei vostri alunni e di saper esaltare le loro qualità per fare in modo che diventino le loro potenzialità. Auguro ai miei compagni di saper desiderare, perché desiderare è sognare, perché desiderare è saper cambiare e non fermarsi a una vita priva di emozioni.
Fumagalli Sofia, classe 3A


È finita la scuola e ora sta per iniziare un nuovo percorso, ma prima di lasciare alle spalle le medie vorrei fare alcune riflessioni di come sono stati questi anni. Nonostante alcuni momenti un po’ critici ho passato delle bellissime esperienze con compagni, che sono diventati cari amici, e professori che mi hanno aiutata a crescere come persona. Tanti ricordi affiorano e solo a pensarci mi viene la nostalgia: le canzoni cantate a squarciagola durante le gite, le risate in classe e i rimproveri dei prof, quelli mi mancheranno davvero tanto. La scuola media è stato un grosso impegno che mi ha fatto capire tante cose, innanzitutto il rispetto verso i docenti e l’importanza dello studio, soprattutto in terza media dove l’impegno e la costanza sono stati all’ordine del giorno anche se con il Covid-19 per noi adolescenti è stato tutto più semplice, a scuola, mentre a casa ogni famiglia ha dovuto combattere contro problemi che ha portato il virus:le morti, gli infetti e le regole da rispettare. Sono stati mesi un po’ complicati per tutti noi, ma fortunatamente siamo un paese unito e da tale ci siamo risollevati tutti assieme. Giugno sta andando abbastanza bene, io ho potuto rivedere molti miei amici, sono andata a fare shopping e ho fatto l’esame di terza media, quest’ultimo mi ha fatto rendere conto di come il tempo passi in fretta e di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Sfortunatamente non ho potuto salutare i miei professori come avrei voluto, ma sicuramente li avrei ringraziati di tutto quello che hanno fatto per me, si sono comportati come dei “genitori” ognuno con un proprio ruolo, ma tutti fondamentali. Come ogni cosa ha una fine ed è giunta l’ora di dire addio a questi tre anni, spero che i prossimi bambini che verranno passeranno la stessa esperienza che ho passato io, anche in modo migliore. 

Adamo Roberta, classe 3C


Il primo pensiero che mi viene in mente è proprio quello che le scuole medie siano volate, particolarmente questo ultimo quadrimestre che mi è sembrato durare poco più di qualche settimana. Alla fine la didattica a distanza non è sembrata così pesante come ci pareva all'inizio e in effetti non siamo neanche rimasti molto indietro col programma scolastico. Tuttavia l'anno prossimo spero vivamente di ripartire dalle lezioni in aula, perché per quanto fossero meno faticose le lezioni a distanza, mi sono accorto che i ricordi dei momenti passati con i compagni sono quelli che restano. 

Angeli Davide, classe 3C


Il cammino di tre anni alla scuola media si è concluso in modo un po’ insolito. Il fatidico ultimo giorno, dove pianti e abbracci arricchivano i saluti, non si è potuto vivere in presenza e ciascuno ha vissuto “un po’ schermato” il momento. Le emozioni sono rimaste un po’ in ciascuno di noi e non hanno travolto col chiasso delle grida concesse proprio in quel giorno. Questo forse quello che mi è più dispiaciuto; è vero potremmo sempre vederci al di fuori, ma anche l’ambiente creato e vissuto a scuola rende la socialità unica e speciale... In questi tre anni ho vissuto bellissime esperienze, ho conosciuto nuove persone che nel corso del cammino sono diventate importanti. Dalla mia tesina cito una frase: “Nessun uomo è un’isola intero in se stesso” e il lockdown mi ha fatto cogliere il vero di questa riflessione. Abbiamo bisogno degli altri per completarci e sentirci parte di un progetto. Vivendo a scuola ho potuto capire i vari punti di vista delle persone che incontravo: i docenti, i compagni e tutto questo sta costruendo ciò che vorrò essere. Non so cosa mi aspetterà il futuro, ma di certo so che posso ringraziare il passato!

 Gaia Austoni, classe 3A 



Sono già passati tre anni da quando abbiamo iniziato la scuola media. Sono stati bellissimi e indimenticabili, ma anche particolari, soprattutto quest’anno che a causa del coronavirus non abbiamo potuto continuare la didattica in presenza per via delle varie norme. Tutto ciò ci ha costretti a fare video lezioni da casa e così è stato fino alla fine dell’anno scolastico, compresi gli esami. In questi tre anni mi sono trovato molto bene con i compagni e professori e non avrei mai pensato di vivere in questo modo il mio ultimo anno scolastico alle medie e sinceramente mi è molto dispiaciuto lasciarli così, che mi sono stati accanto in questi anni. 

Austoni Isabel, classe 3B

Questo periodo di lockdown è stato veramente un disastro. Non essere a scuola è stato molto strano e soprattutto anche molto brutto. La didattica a distanza non mi è piaciuta per niente, ma grazie ad essa ho imparato ad usare meglio il computer. Mi è dispiaciuto non vedere i miei amici e professori al termine di quest’ultimo anno, ma purtroppo a causa di questa pandemia non si è potuto fare altrimenti. Questo virus ha ucciso moltissime persone, soprattutto le più anziane, “ha strappato” mamme, papà, mogli mariti e figli e nel peggiore dei modi perchè non gli si poteva stare vicino e lo sta facendo tutt’ora. Non dimenticherò mai, come credo tutti, questo periodo ma soprattutto una scena in particolare: le nostre strade di Bergamo, deserte attraversate da file di camion militari con all’interno moltissimi cadaveri. Spero vivamente che tutta questa situazione passi più in fretta possibile, perché purtroppo ci sono ancora delle vittime in tutto il mondo. NON DOBBIAMO MOLLARE!
Barri Flavio, classe 3C

Se all’inizio di questo anno scolastico ci avessero raccontato cosa avremmo vissuto solo qualche mese più tardi, nessuno di noi ci avrebbe creduto. Mi sembra  un racconto di altri tempi, come le narrazioni dei nostri cari nonni o genitori. E invece eccoci qui, catapultati in una realtà nuova e inusuale. Ci sentiamo frustrati tra l’incredulità e la preoccupazione di doverci difendere da un nemico invisibile. E anche oggi, come l'anno scorso, è scesa incontrollabilmente qualche lacrimuccia... ma stavolta non eravamo in classe, nè seduti attorno al tavolo di una pizzeria. 
Si è concluso così, insolitamente, quest'altro ciclo di scuola secondaria, abbiamo dovuto salutare da dietro un monitor i nostri compagni e professori, le persone che ci hanno accompagnato in questo percorso di crescita e di esperienze indimenticabili. La pandemia ci ha sfidato ma noi, grandi e piccoli, stiamo reagendo con forza e coraggio.
Jasmine Ben Tej, 3B 


Volevo ringraziare i professori sia per l'attenzione che hanno avuto durante il mio esame sia per tutti questi tre anni poiché sono sempre stati al mio fianco, sono sempre stati disponibili e mi hanno sempre aiutato nei momenti di difficoltà.  Spero di rivedervi presto! L’esame è  stato un momento emozionante  perché tutti i professori mi facevano domande; è stato un bellissimo momento: io ero troppo contento nel vederli tutti interessati al mio lavoro e ho ricevuto tanti complimenti. Vorrei ringraziarli tantissimo perché  anche in questo periodo sono sempre stati di sempre disponibili. Grazie per questi anni fantastici, vi verrò a trovare a presto! 

Biffi Matteo, classe 3C

All’inizio della pandemia eravamo costretti a rimanere in casa, non potevamo andare in giro e neppure a scuola. Entrò così in gioco google meet, piattaforma da molti odiata e da pochi amata che ci permise di fare le lezione anche da casa nonostante la distanza. 
Lo schermo su cui facevamo le video lezioni e che forse faremo ancora, non trasmetteva le stesse sensazioni di quando in un tempo lontano ci incontravamo di persona. 
Le video lezioni non erano lezioni normali, erano momenti dove non c’era il tuo compagno di banco che riusciva a distrarti nonostante la tua preparazione ad evitarlo, erano due modi di fare lezioni apparentemente simili ma completamente diversi.
 Poi avrei dovuto fare l’esame, un momento tanto atteso quanta l’ansia che avevo dentro, nonostante anche questo fosse a distanza. Malgrado ciò ho cercato di prepararmi al meglio per questa prestazione: sono andato a letto presto così da svegliarmi il prima possibile e ripassare tutto per il grande giorno, ho cercato dei vestiti eleganti dal mio armadio, e infine mi sono dato una “laccata” ai capelli. Quando sono entrato nella riunione il cuore batteva a mille, poi duemila... sentii la voce dei prof e di colpo mi tranquillizzai, non del tutto, così iniziai a parlare. 

A few moments later... Terminato l’esame uscii dalla riunione e tirai un sospiro di sollievo. 

Gambirasio Tommmaso, classe 3A


Questa quarantena mi ha fatto capire molto di me stesso  e  ho anche compreso cosa significa l’amicizia e l’onestà. La mia preparazione per l’esame è stata molto complicata ma me la son cavata; ho sempre cercato di risolvere i vari problemi tecnici e di esposizione ed ora sono felice di quello che ho realizzato. 
Questi tre anni di scuola media non partiti molto bene, ma ho saputo relazionarmi e poi ho saputo rialzarmi grazie ai miei compagni di classe.  Ho sempre cercato di avere un buon rapporto, certo ho avuto i miei alti e bassi ma è acqua passata. Quest'anno l’avrei voluto passare con i miei compagni ma sento che ci incontreremo. Ringrazio tutti i prof. che hanno creduto in me in questi tre anni di percorso scolastico e grazie di cuore. 

Andrea Monguzzi, classe 3A


Questa quarantena mi ha aiutata a capire molte cose su me stessa e sulle altre persone. Ho riflettuto persino sulla scuola e ho capito che non è solo un edificio, ma una famiglia: ho sentito molto la mancanza dei miei compagni e non averli salutati personalmente mi è dispiaciuto molto perché devo molto a loro: mi hanno fatto trascorrere tre bellissimi anni!
 La preparazione all’esame non è stata difficile ma neanche facile. Non sono comunque rimasta completamente sola perché il mio tutor mi ha aiutato molto. In questo periodo ho dovuto contare soprattutto sulle mie conoscenze e capacità, su me stessa.  
Ringrazio tutti i prof che hanno sempre creduto in me e che non mi hanno fatto pesare questi preziosi anni...sì le scuole medie mi mancheranno, ma è arrivato il momento di voltare pagina anche in questa situazione particolare! 

Giorgia Monguzzi, classe 3C





Buongiorno prof !! Sono stati tre anni bellissimi; la didattica a distanza non mi è piaciuta  perché in alcune materie non si riusciva a capire bene, però abbiamo cercato di fare del nostro meglio. Io ringrazio tutti i professori che hanno creduto e hanno avuto fiducia in me; sono stati tre anni bellissimi che non dimenticherò. 
Grazie.

 Alessandro Raso, classe 3C 


Eccoci giunti al termine di questo ciclo scolastico, non mi aspettavo una fine del terzo anno così: salutare i prof, alcuni compagni in videochiamata non è stato piacevole. Abbiamo dovuto utilizzare delle applicazioni per fare i compiti, lezioni... per fortuna che esiste la tecnologia, altrimenti senza di quella non potevamo andare avanti col programma.  Anche l'esame è stato molto strano; peró devo dire che io e i miei compagni siamo stati molto fortunati quest'anno: abbiamo evitato gli esami scritti e le prove invalsi che sono e sempre saranno il timore per gli alunni. 
Pandemia a parte... Questi tre anni sono stati fondamentali per la mia crescita, sia dal punto di vista culturale che da quello sociale e mi sono trovato bene con tutti. 
Conserveró nella mia mente i tanti episodi divertenti come le gite e le battute in classe, ma anche critiche come le interrogazioni e le verifiche... 

GRAZIE A TUTTI PER TUTTO!!!!! 

Bosco Matteo, classe 3C

 Durante questo periodo di lockdown mi sono sentita imprigionata, come se la mia libertà mi fosse stata sottratta, per fortuna c’era la scuola che non mi ha MAI lasciato sola e mi ha fatto riacquistare un po’ di normalità. In questi tre anni ho imparato cosa significa lavoro di squadra e cosa significa arrivare alla propria meta e obiettivo. Nella nuova scuola spero di trovare qualcuno che mi sappia trasmettere l’amore della sua materia e tutto il suo sapere.  Arrivederci prof e buone vacanze. 
Guercio Giulia, classe 3B

Buongiorno prof !!! La didattica a distanza tutto sommato mi è piaciuta molto e  ha rispecchiato il più  possibile le lezioni normali. Sono stati tre bellissimi anni e vi ringrazio di quello che mi avete insegnato, vi saluto e speriamo di rivederci.
Ancora grazie.

Alessandro Villa, classe 3B



Eccoci qui, al termine del nostro percorso all’interno della scuola media. Questi tre anni sono passati molto velocemente, come una foglia trasportata dal vento. In questo edificio sono cresciuta e maturata, ma ora è il momento di affrontare un'altra nuova, importante, entusiasmante avventura, la scuola superiore. Ho deciso di frequentare il liceo scientifico, ma devo dire che mi interessava anche aeronautica. Proprio per questo ho realizzato la tesina sugli aerei.
Uscendo dalla terza media lascio una grande famiglia, che  ricreerò successivamente. Invece, andando alla scuola superiore, aspetto di trovare un ambiente più sereno e meno problematico, professori comprensivi. Spero però di trovarmi più bene con i compagni, visto i vari inconvenienti che ho dovuto subire nel corso di questi due ultimi anni da un compagno. Durante la pandemia di Covid-19 ho dovuto risolvere molti problemi tecnologici legati alla didattica a distanza (non la consiglio a nessuno, molto meglio la scuola in presenza), ma sono comunque riuscita a stare al passo con il programma scolastico.
Mai avrei pensato che uscendo dal cancello della scuola come tutti i giorni quel sabato 22 Febbraio non sarei più rientrata, e questo mi lascia sempre con un filo di malinconia. Addio scuola … conserverò sempre questa tappa fondamentale della mia vita dentro di me !
Mangili Angelica, classe 3C

 Unitamente al messaggio riportato qui sotto del prof. Betelli, vi salutiamo ed abbracciamo tutti, augurandovi tante soddisfazioni negli anni a venire:

“Gli anni trascorsi insieme rappresentino un trampolino capace di darvi lo slancio per tuffarsi con decisione nella vita, alla conquista dei suoi grandi traguardi. Buon viaggio!”    🙋


TRE ANNI DI GIOCHI LINGUISTICI


La classe 3C al lavoro.
L’idea mi frullava in testa da un po’ e studi che attestavano la validità del gioco come modalità di  apprendimento durante l’età evolutiva ce n’erano da parecchio tempo: cito solo Maria Montessori (1870-1952) e Lev Vygotskij (1896-1934). Nel frattempo avevo sperimentato in classi diverse la tecnica dell’apprendimento cooperativo, sia nella versione dei fratelli Johnson (Università del Minnesota) sia nel modello della Scuola di Barbiana di don Milani, ben consapevole dell’ impossibilità di poter davvero riprodurre quest’ultima esperienza, perché unica, nel senso letterale del termine, ma così lungimirante...e poi il pensiero di don Milani sulla figura dell’insegnante era chiarissimo: “Chi non farà scuola animato da un grande amore, non faccia scuola.”

Alla luce di tutto questo, ho deciso di provare a realizzare un’azione didattica che coniugasse la riflessione metalinguistica sulla lingua italiana con la capacità di fare squadra e di crescere insieme.
Durante l’estate del 2017 (non ci crederete, ma per alcuni insegnanti luglio e agosto sono mesi di otium creativo) ho comprato, letto e riletto “I draghi locopei” di Ersilia Zamponi. L’autrice è stata insegnante di lettere alle scuole medie e negli anni ‘80 ha sperimentato l’uso del gioco linguistico in aula, tenendo a precisare che veniva praticato a compendio dell’attività tradizionale. Fortunatamente ha pensato di ciclostilare il materiale prodotto con i suoi alunni e inviarlo poi a Umberto Eco. Risposta: lei questi giochi deve farli al posto del programma. Infatti, se l’insegnante fa rovesciare il senso di una poesia, siamo ben al di là del gioco: perché per rovesciare il senso, occorre prima capirlo, e poi esplorare il vocabolario, ed esercitare il buon senso...Non vedo a che cos'altro debba servire la scuola.
Giocare al cambio di lettera (ombra, ambra, amara, amata...culle, tulle) significa conoscere il lessico ‘intus et in cute’. Fare il gioco dei lipogrammi (scrivere un testo senza mai usare una e oppure un’altra vocale) ugualmente obbliga a lavorare sui sinonimi e a scoprire che ogni cosa si può dire in mille modi.
Eco auspica una visione della scuola anche come gioco, piacere, divertimento. In cui non solo si impara, ma si fa quello che gli scrittori di tutti i tempi hanno fatto: si capiscono le potenze bifide, esplosive del linguaggio; e col linguaggio si esplorano i meandri della coscienza.

Questo piccolo libro verde è diventato un fedele compagno nella mia progettazione didattica, ho
attinto materiale da cui partire per poi lavorare con i miei ragazzi: alcune unità di apprendimento il primo anno, altre nel secondo e certamente durante il terzo anno.
Cosa abbiamo fatto in sostanza? Abbiamo trattato argomenti squisitamente grammaticali senza toccare il libro di teoria; abbiamo potenziato il lessico partendo da giochi semplici come la sciarada o lo scarto, fino a utilizzare il tautogramma come verifica di produzione scritta; abbiamo giocato con le figure retoriche, svelando i meccanismi della pubblicità, dei testi poetici, di celebri canzoni e abbiamo imparato a utilizzarle nel parlato quotidiano. Il tutto scandito da precisi step temporali, regole chiare e condivisione finale dei prodotti realizzati in gruppo.
Lascio commentare agli alunni di 3^C l’esperienza dei giochi e, con il loro benestare, vi mostro alcuni lavori.

Grazie ragazzi, è stato bello lavorare insieme.
 prof. Afra Turatto


 INDOVINELLI CON LE ZEPPE


L’aggiunta di una lettera all’ interno di una parola, origina un nuovo vocabolo. Indovinate di volta in volta qual è!

1) Se una lettera aggiungiamo a cono, decisamente cupo sarà il suono.
2) Se a cane una consonante regaliamo, un gradito alimento gli apparecchiamo.
3) Se nell’ albero due tratti perpendicolari infiliamo, un bel nome proprio otteniamo.
4) Se a gallo aggiungiamo quell’ esile omino col suo cappellino, un primario diventa, ma non otorino.
5) Se un serpente entra nelle case, grandi ne troviamo e forse rase.
6) Se a cero aggiungiamo una croce, otteniamo un’affermazione a volte feroce.

Soluzioni
Cono-corno
Cane-carne
Albero-Alberto
Gallo-giallo
Case-casse
Cero-certo


VERSI DI SCARTO

Si compone una filastrocca con la tecnica dello scarto iniziale, che consiste nel togliere a una parola la lettera o la sillaba iniziale per ottenere un’altro termine di significato diverso.

Tanto tempo fa un biscotto
Era stato cotto
E il cioccolato
Era colato.
Intanto dei cavalli
Correvano per le valli
Con Michele
Che mangiava le chele.


IL CAMBIO

Il gioco consiste nel cambiare una lettera di una parola per ottenere un’altra parola di significato diverso.  Abbiamo usato questa tecnica per costruire degli indovinelli.

A) Che differenza c’è tra una mia amica e un frutto selvatico?
B) Che differenza c’è tra un calciatore e quel mio compagno?
C) Che differenza c’è tra un verbo e un regalo?
D) Che differenza c’è tra un colore e un albero da frutta?
Soluzioni
Una si chiama Cora e l’altro mora.
Uno è Pirlo e l’altro è pirla.
Uno è sono e l’altro dono
Uno è il nero e uno è il pero.

INDOVINELLI CON I CAMBI INIZIALI

Per costruire l’indovinello si parte da una serie di almeno cinque parole che abbiano diversa soltanto la lettera iniziale; di ciascuna parola della serie si cerca una definizione (possibilmente ambigua), che viene poi riferita alla lettera iniziale corrispondente.

Con la S in inverno sono buie                             
Con la P sono frutti                                                
Con la C si possono sciogliere                              
Con la B è necessario per sopravvivere              
Con la V non sono false                                           
Con la N sono scure                                              

Con la P lievita                    
Con la C è da compagnia          
Con la T le scavano le talpe      
Con la R saltellano                      
Con la S stanno bene                

Con la T ti insegue se hai qualcosa di rosso              
Con la M è un cantante che si chiama Fabrizio        
Con la C è un gruppo di voci                                          
Con la F è un buco                                                          
Con la L è un pronome personale                              
Soluzioni
Sere, pere, cere, bere, vere, nere
Pane, cane, tane, rane, sane
Toro, Moro, coro, foro, loro


 METRICA
Individuato l’argomento, si compongono due strofe di versi settenari, in rima baciata, incrociata o alternata. Libera scelta di assonanza, consonanza o rima pura.

Estate
Che bello andare al m​are​,
mostrar le chiappe chi​are​,
prendere un podi s​o​l​e​,
mangiare un podi m​o​r​e​.

Bere la limon​ata​,
sotto a un ombrell​one​
per darsi una rinfresc​ata
​poi tutti sul gomm​one​.

Sport
Il calcio è sport amato,
da tanti praticato;
i bambini in divisa
giocano tutti a Pisa.

I bambini pisani
hanno male alle mani:
il dottore li cura
con medicina pura.
Mare 
Bello ​giocare​ in spiaggia​,
ma se butti la s​abbia,​
il vicino sarr​abbia​
e ti sgrida, mann​aggia​!

Lamico marocch​ino,​
che dorme sotto al p​ino​,
poi si mangia un ghiacci​olo​,
gustandolo sul m​olo​.




ALLITTERAZIONE

Il gioco consiste nel creare frasi più lunghe possibile che abbiano al loro interno la figura retorica dell’allitterazione, ossia la ripetizione di uno stesso suono in parole diverse.

Per strada ho incontrato uno strano struzzo strabico,con piume straordinarie, stracarico di stracchino e stracciatella dal gusto strabiliante, che straparlava a un cartello stradale.

Buonasera, siamo Sara e Salvatore da Sassari; passiamo la linea al nostro socio in Valsassina.

Oggi giorno Giorgio e Giada hanno giocato a un nuovo gioco in giostra.

Lorso bruno brutto brutto e pure brillo brontolava per dei broccoli e dei branzini di bronzo brasiliani.

LIPOGRAMMA

Consiste nel riscrivere un brano in cui viene sistematicamente tralasciata una lettera dell’alfabeto (fanno eccezione i nomi propri). Se si sceglie una vocale è ovviamente più difficile...ma stimolante.

Brano proposto

L’itinerario prende le mosse dal sagrato della chiesa di Fontanella (m 450), immersa in un bellissimo scenario di prati e vigneti. Questo edificio, uno dei migliori esempi di romanico in bergamasca, merita una visita unitamente a ciò che permane dell’antico complesso monastico fondato nel 1080 da Alberto da Prezzate, nobile e ricco bergamasco a cui si deve anche la nascita dell’Abbazia di Pontida.
Oltre la strada si imbocca la mulattiera (segnavia 891), recentemente riattata, che a mezza costa sale tra prati e vigneti.

Lipogramma in e (non si deve mai usare la vocale e)

Il viaggio inizia dal sagrato di Fontanella (m 450), avvolto da un fantastico panorama di varia natura. Tal luogo sacro, massimo prototipo di romanico in provincia, conquista con il fascino antico di tutta l’Abbazia, fondata da Alberto da Prezzate, datata 1080. Da buon ricco fondò sì l’Abbazia di Pontida.
Tornando al tragitto, dopo la via si imbocca la strada tortuosa (n.891) da poco riattata, sulla costa divisa si innalza tra i prati con coltivazioni di viti.



PENSIERI DELLA TERZA C  


Secondo me i giochi linguistici sono stati utilissimi per imparare delle particolarità della lingua italiana, ma credo che non ci sia stata neanche una volta che non ci siamo divertiti e non ci siamo allontanati un po' dalla monotonia scolastica.
I giochi sono sempre stati molto originali e, dal momento che facevamo le attività in gruppi, c’era anche la possibilità di parlare un attimo con i compagni, l'unico momento per farlo.
D.A.

Quando si pronuncia la parola "gioco" si pensa al divertimento. Infatti la prof di italiano ci ha fatto conoscere la grammatica in modo divertente, solleticando le nostre capacità mentali. La cosa positiva è che abbiamo condiviso le nostre idee. La cosa negativa invece è che nel gruppo c'era sempre qualcuno che non lavorava bene.
Sono sicuro che questa tattica è servita a far piacere la grammatica anche a chi non l’ha mai amata.
Grazie alla nostra Prof Turatto.                   
V.C.


I giochi linguistici secondo me sono stati molto utili per imparare la grammatica, ma allo stesso tempo molto divertenti. I lavori di gruppo erano molto stimolanti ed erano spesso accompagnati dalle risate, anche se alcune volte cerano degli inceppi allinterno del gruppo. È stata una bellissima esperienza che mi ha aiutato a capire alcuni contenuti.
A.R.

Questa iniziativa mi è molta piaciuta, è stato bello lavorare sulla lingua italiana  in modo alternativo e divertente, mettendo in competizione le varie squadre. Il tempo dedicato a questi giochi ha diminuito la tensione che si crea durante le varie lezioni, soprattutto in quei giorni con materie impegnative. Consiglio di ripetere questo laboratorio nelle classi future.
M. B.



Secondo me i giochi linguistici sono stati molto utili per approfondire,acquisire conoscenze e sviluppare la logica, ci hanno permesso di imparare con il divertimento, anche senza avere per forza i libri di studio. Per quanto riguarda la modalità di lavoro in gruppo (in base alla mia esperienza) di solito non si lavorava fluidamente,c'erano spesso delle distrazioni da parte di alcuni compagni e capitava che i loro discorsi andassero a cadere su altri argomenti.
Tutto sommato però è stata una bella esperienza che non mi dispiacerebbe ripetere in futuro.
A. M.


Lidea dei giochi linguistici mi è piaciuta moltissimo, questo modo differente di fare lezione è servito soprattutto per confrontare le nostre idee con quelle degli altri. Inoltre con questi giochi si è potuto sviluppare al meglio la nostra creatività e la nostra logica. Grazie Prof per questi tre fantastici anni passati insieme!
F. B.



I giochi linguistici sono stati molto utili ed efficienti per me, giocando” in gruppo si confrontano i diversi metodi di lavoro che ognuno di noi ha, trovando quello più semplice e valido per ciò che si sta facendo in quel momento.
Durante le attività è come se ci fosse un pioggia di cervelli, che collaborano tra loro per ottenere un buon risultato. Sinceramente non è sempre stato tutto rose e fiori: a volte qualcuno si girava i pollici piuttosto che dare idee, non sempre mi sono piaciuti i gruppi, però penso sia anche normale perché in ogni classe ci sono inimicizie.
Nel complesso mi è piaciuto e penso sarebbe molto bello se fosse introdotto nelle attività didattiche di tutte le classi!
Grazie prof. Turatto per le belle esperienze che ci ha fatto provare, avrò sempre un bellissimo ricordo della scuola secondaria! 😊
M. P.