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| La classe 3C al lavoro. |
L’idea mi frullava in testa da un po’ e studi che attestavano
la validità del gioco come modalità di apprendimento durante l’età evolutiva ce n’erano
da parecchio tempo: cito solo Maria Montessori (1870-1952) e Lev Vygotskij
(1896-1934). Nel frattempo avevo sperimentato in classi diverse la tecnica
dell’apprendimento cooperativo, sia nella versione dei fratelli Johnson
(Università del Minnesota) sia nel modello della Scuola di Barbiana di don Milani,
ben consapevole dell’ impossibilità di poter davvero riprodurre quest’ultima
esperienza, perché unica, nel senso letterale del termine, ma così
lungimirante...e poi il pensiero di don Milani sulla figura dell’insegnante era chiarissimo: “Chi non farà scuola animato da
un grande amore, non faccia scuola.”
Alla luce di tutto questo, ho deciso di provare a realizzare
un’azione didattica che coniugasse la riflessione metalinguistica sulla lingua
italiana con la capacità di fare squadra e di crescere insieme.
Durante l’estate del 2017 (non ci crederete, ma per alcuni
insegnanti luglio e agosto sono mesi di otium
creativo) ho comprato, letto e riletto “I draghi locopei” di Ersilia Zamponi.
L’autrice è stata insegnante di lettere alle scuole medie e negli anni ‘80 ha
sperimentato l’uso del gioco linguistico in aula, tenendo a precisare che
veniva praticato a compendio dell’attività tradizionale. Fortunatamente ha
pensato di ciclostilare il materiale prodotto con i suoi alunni e inviarlo poi
a Umberto Eco. Risposta: lei questi giochi deve farli al
posto del programma. Infatti, se l’insegnante fa rovesciare il senso di una
poesia, siamo ben al di là del gioco: perché per rovesciare il senso, occorre
prima capirlo, e poi esplorare il vocabolario, ed esercitare il buon
senso...Non vedo a che cos'altro debba servire la scuola.
Giocare al cambio di lettera (ombra,
ambra, amara, amata...culle, tulle) significa conoscere il lessico ‘intus et in
cute’. Fare il gioco dei lipogrammi (scrivere un testo senza mai usare una e oppure
un’altra vocale) ugualmente obbliga a lavorare sui sinonimi e a scoprire che
ogni cosa si può dire in mille modi.
Eco auspica una visione della scuola
anche come gioco, piacere, divertimento. In cui non solo si impara, ma si fa
quello che gli scrittori di tutti i tempi hanno fatto: si capiscono le potenze
bifide, esplosive del linguaggio; e col linguaggio si esplorano i meandri della
coscienza.
Cosa abbiamo fatto in sostanza? Abbiamo trattato argomenti
squisitamente grammaticali senza toccare il libro di teoria; abbiamo potenziato
il lessico partendo da giochi semplici come la sciarada o lo scarto, fino a
utilizzare il tautogramma come verifica di produzione scritta; abbiamo giocato
con le figure retoriche, svelando i meccanismi della pubblicità, dei testi
poetici, di celebri canzoni e abbiamo imparato a utilizzarle nel parlato
quotidiano. Il tutto scandito da precisi step temporali, regole chiare e
condivisione finale dei prodotti realizzati in gruppo.
Lascio commentare agli alunni di 3^C l’esperienza dei giochi
e, con il loro benestare, vi mostro alcuni lavori.
Grazie
ragazzi, è stato bello lavorare insieme.
prof. Afra Turatto
L’aggiunta
di una lettera all’ interno di una parola, origina un nuovo vocabolo. Indovinate
di volta in volta qual è!
1)
Se una lettera aggiungiamo a cono, decisamente cupo sarà il suono.
2)
Se a cane una consonante regaliamo, un gradito alimento gli apparecchiamo.
3)
Se nell’ albero due tratti perpendicolari infiliamo, un bel nome proprio
otteniamo.
4)
Se a gallo aggiungiamo quell’ esile omino col suo cappellino, un primario
diventa, ma non otorino.
5)
Se un serpente entra nelle case, grandi ne troviamo e forse rase.
6)
Se a cero aggiungiamo una croce,
otteniamo un’affermazione a volte feroce.
Soluzioni
Cono-corno
Cane-carne
Albero-Alberto
Gallo-giallo
Case-casse
Cero-certo
VERSI DI SCARTO
Si
compone una filastrocca con la tecnica dello scarto iniziale, che consiste nel
togliere a una parola la lettera o la sillaba iniziale per ottenere un’altro
termine di significato diverso.
Tanto
tempo fa un biscotto
Era
stato cotto
E
il cioccolato
Era
colato.
Intanto
dei cavalli
Correvano
per le valli
Con
Michele
Che
mangiava le chele.
IL CAMBIO
Il
gioco consiste nel cambiare una lettera di una parola per ottenere un’altra
parola di significato diverso. Abbiamo
usato questa tecnica per costruire degli indovinelli.
A)
Che differenza c’è tra una mia amica e un frutto selvatico?
B)
Che differenza c’è tra un calciatore e quel mio compagno?
C)
Che differenza c’è tra un verbo e un regalo?
D)
Che differenza c’è tra un colore e un albero da frutta?
Soluzioni
Una si chiama Cora e l’altro mora.
Uno è Pirlo e l’altro è pirla.
Uno è sono e l’altro dono
Uno è il nero e uno è il pero.
INDOVINELLI CON I CAMBI INIZIALI
Per costruire l’indovinello si parte da una serie di almeno
cinque parole che abbiano diversa soltanto la lettera iniziale; di ciascuna
parola della serie si cerca una definizione (possibilmente ambigua), che viene
poi riferita alla lettera iniziale corrispondente.
Con la S in
inverno sono buie
Con
la P sono frutti
Con
la C si possono sciogliere
Con la B è
necessario per sopravvivere
Con
la V non sono false
Con la N sono scure
Con
la P lievita
Con la C è
da compagnia
Con
la T le scavano le talpe
Con
la R saltellano
Con
la S stanno bene
Con
la T ti insegue se hai qualcosa di rosso
Con la M è
un cantante che si chiama Fabrizio
Con la C è
un gruppo di voci
Con la F è
un buco
Con la L è
un pronome personale
Soluzioni
Sere, pere, cere, bere, vere, nere
Pane, cane, tane, rane, sane
Toro, Moro, coro, foro, loro
METRICA
Individuato l’argomento, si compongono due strofe di versi
settenari, in rima baciata, incrociata o alternata. Libera scelta di assonanza,
consonanza o rima pura.
Estate
Che bello andare al mare,
mostrar le chiappe chiare,
prendere un po’ di sole,
mangiare un po’ di more.
Bere la limonata,
sotto a un ombrellone
per darsi una rinfrescata
poi tutti
sul gommone.
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Sport
Il calcio è sport amato,
da tanti praticato;
i bambini in divisa
giocano tutti a Pisa.
I bambini pisani
hanno male alle mani:
il dottore li cura
con medicina pura.
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Mare
Bello giocare in spiaggia,
ma se butti la sabbia,
il vicino s’arrabbia
e ti sgrida, mannaggia!
L’amico marocchino,
che dorme sotto al pino,
poi si mangia un ghiacciolo,
gustandolo sul molo.
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ALLITTERAZIONE
Il
gioco consiste nel creare frasi più lunghe possibile che abbiano al loro
interno la figura retorica dell’allitterazione, ossia la ripetizione di uno
stesso suono in parole diverse.
Per strada ho incontrato uno strano struzzo strabico,con
piume straordinarie, stracarico di stracchino e stracciatella dal gusto
strabiliante, che straparlava a un cartello stradale.
Buonasera, siamo Sara e Salvatore da Sassari; passiamo la
linea al nostro socio in Valsassina.
Oggi giorno Giorgio e Giada hanno giocato a un nuovo gioco
in giostra.
L’orso bruno brutto brutto e pure brillo brontolava per dei
broccoli e dei branzini di bronzo brasiliani.
LIPOGRAMMA
Consiste
nel riscrivere un brano in cui viene sistematicamente tralasciata una lettera
dell’alfabeto (fanno eccezione i nomi propri). Se si sceglie una vocale è ovviamente
più difficile...ma stimolante.
Brano proposto
L’itinerario prende le mosse dal sagrato della chiesa di
Fontanella (m 450), immersa in un bellissimo scenario di prati e vigneti.
Questo edificio, uno dei migliori esempi di romanico in bergamasca, merita una
visita unitamente a ciò che permane dell’antico complesso monastico fondato nel
1080 da Alberto da Prezzate, nobile e ricco bergamasco a cui si deve anche la
nascita dell’Abbazia di Pontida.
Oltre la strada si imbocca la mulattiera (segnavia 891),
recentemente riattata, che a mezza costa sale tra prati e vigneti.
Lipogramma in e (non si deve mai usare la vocale e)
Il viaggio inizia dal sagrato di Fontanella (m 450),
avvolto da un fantastico panorama di varia natura. Tal luogo sacro, massimo
prototipo di romanico in provincia, conquista con il fascino antico di tutta l’Abbazia,
fondata da Alberto da Prezzate, datata 1080. Da buon ricco fondò sì l’Abbazia
di Pontida.
Tornando al tragitto, dopo la via si imbocca la strada
tortuosa (n.891) da poco riattata, sulla costa divisa si innalza tra i prati
con coltivazioni di viti.
Secondo
me i giochi linguistici sono stati utilissimi per imparare delle particolarità della
lingua italiana, ma credo che non ci sia stata neanche una volta che non ci
siamo divertiti e non ci siamo allontanati un po' dalla monotonia scolastica.
I giochi
sono sempre stati molto originali e, dal momento che facevamo le attività in
gruppi, c’era anche la possibilità di parlare un attimo con i compagni, l'unico
momento per farlo.
D.A.
Quando
si pronuncia la parola "gioco" si pensa al divertimento. Infatti la
prof di italiano ci ha fatto conoscere la grammatica in modo divertente,
solleticando le nostre capacità mentali. La cosa positiva è che abbiamo
condiviso le nostre idee. La cosa negativa invece è che nel gruppo c'era sempre qualcuno che non
lavorava bene.
Sono
sicuro che questa tattica è servita a far piacere la grammatica anche a chi non
l’ha mai amata.
Grazie
alla nostra Prof Turatto.
V.C.
I giochi linguistici secondo me sono stati molto utili per imparare la grammatica, ma allo stesso tempo molto divertenti. I lavori di gruppo erano molto stimolanti ed erano spesso accompagnati dalle risate, anche se alcune volte c’erano degli inceppi all' interno del gruppo. È stata una bellissima esperienza che mi ha aiutato a capire alcuni contenuti.
A.R.
Questa
iniziativa mi è molta piaciuta, è stato bello lavorare sulla lingua
italiana in modo alternativo e
divertente, mettendo in competizione le varie squadre. Il tempo dedicato a
questi giochi ha diminuito la tensione che si crea durante le varie lezioni,
soprattutto in quei giorni con materie impegnative. Consiglio di ripetere
questo laboratorio nelle classi future.
M. B.
Secondo
me i giochi linguistici sono stati molto utili per approfondire,acquisire
conoscenze e sviluppare la logica, ci hanno permesso di imparare con il
divertimento, anche senza avere per forza i libri di studio. Per quanto
riguarda la modalità di lavoro in gruppo (in base alla mia esperienza) di
solito non si lavorava fluidamente,c'erano spesso delle distrazioni da parte di
alcuni compagni e capitava che i loro discorsi andassero a cadere su altri
argomenti.
Tutto
sommato però è stata una bella esperienza che non mi dispiacerebbe ripetere in
futuro.
A. M.
L’idea dei giochi linguistici mi è piaciuta moltissimo,
questo modo differente di fare lezione è servito soprattutto per confrontare le
nostre idee con quelle degli altri. Inoltre con questi giochi si è potuto
sviluppare al meglio la nostra creatività e la nostra logica. Grazie Prof per
questi tre fantastici anni passati insieme!
F. B.
I giochi
linguistici sono stati molto utili ed efficienti per me, “giocando” in gruppo si
confrontano i diversi metodi di lavoro che ognuno di noi ha, trovando quello
più semplice e valido per ciò che si sta facendo in quel momento.
Durante
le attività è come se ci fosse un pioggia di cervelli, che collaborano tra loro
per ottenere un buon risultato. Sinceramente non è sempre stato tutto rose e
fiori: a volte qualcuno si girava i pollici piuttosto che dare idee, non sempre
mi sono piaciuti i gruppi, però penso sia anche normale perché in ogni classe ci sono inimicizie.
Nel
complesso mi è piaciuto e penso sarebbe molto bello se fosse introdotto nelle
attività didattiche di tutte le classi!
Grazie
prof. Turatto per le belle esperienze che ci ha fatto provare, avrò sempre un
bellissimo ricordo della scuola secondaria! 😊
M. P.




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