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I nostri pensieri sulla gita

Mercoledì 26 maggio è stato il turno di 1C, 2A e 2C: ecco le nostre foto!

Ripercorriamo la giornata tramite i racconti della classe 2A.

Tanta fatica, il fiato corto, le gambe pesanti, le ginocchia distrutte, i piedi dolenti ma ce l’ho fatta! Vale proprio la pena impegnarsi perché le piccole cose, come una camminata nel bosco, riescono a regalare quell’aria di libertà che la pandemia purtroppo non ci ha permesso di vivere per molto. Provo un’emozione fantastica anche solo a sentire gli uccellini che cinguettano armoniosamente, le capre che pascolano, i cani che abbaiano, l’odor di campagna. Guardare l’Adda dall’alto è impressionante, un’emozione intensa. Una giornata indimenticabile!

Cristian Panzeri



Arrivato in cima con i miei amici, sono andato ad ammirare il panorama; era mozzafiato e c’era un’ottima veduta sull’Adda. Era da molto che non salivo alla Cappella e mi è tornato in mente quando facevo delle belle camminate con i miei genitori.

Giovan Battista Mazzoleni



Stamattina con la scuola siamo andati a camminare. Devo ammettere che inizialmente la cosa per cui ero più contenta era uscire all’aria aperta evitando di restare chiusa in classe per cinque ore ma alla fine della mattinata mi sono resa conto che era stata più di una semplice uscita dalla scuola.
Quella di oggi è stata una giornata speciale perché mi sono potuta immergere nella natura con i miei compagni e questo mi ha fatto sentire parte di una classe unita!

Anita Bertoldini


Quel giorno siamo state insieme per tutto il tempo. Abbiamo camminato insieme, abbiamo mangiato insieme, abbiamo riso insieme, abbiamo sofferto insieme.                                  Prabh Kaur


 

I miei compagni avevano quel sorriso sui volti che mi diceva che erano felici.
Elisabetta Catalano


26 maggio. Il giorno tanto atteso era arrivato. Molti erano pronti ma altri non avevano idea di quello che stavano per affrontare.                                                                                Amos Mingoia



L’aria sulla fronte, fra i capelli… aria di libertà perché finalmente avevamo fatto qualcosa di diverso dalle solite lezioni noiose, finalmente respiravamo aria diversa da quella dei libri e dei quaderni.

Quel profumo di foglie mischiato all’odore degli alberi, dei fiori e degli animali l’avevo dimenticato. All’inizio era strano, non ricordavo che alcuni odori fossero così pungenti. Mi mancava poter uscire e fare una passeggiata. Abituata a vedere i miei compagni solo a scuola, era strano viverli con spensieratezza in gita.

La gioia è una cosa astratta perché non si può toccare ma in quel momento, se ci penso, la felicità avrebbe potuto strozzarmi tanto era intensa.

Alessandra Ferriolo


Saliti alla Cappella degli Alpini, quella vista aveva qualcosa di speciale, qualcosa che non vivevo da tanto: la libertà. All’Uccellera c’era anche un daino che mi ha fatto ricordare quando da piccola andavo con mia nonna nella casa che avevamo in montagna e davamo da mangiare ai daini che vivevano in un parco proprio davanti al nostro giardino. Tornando a scuola siamo passati per campi infiniti.

Mi è piaciuta molto questa gita perché mi ha dato una speranza, la speranza di tornare alla normalità!

Serena Pelizzari


Il fresco sulla fronte, le piccole goccioline di sudore sul collo e quella sensazione di libertà.

Finalmente, dopo tanto tempo.                                                        Heleny Sosa Hernandez

E’ valsa la pena impegnarsi anche se la cosa che mi è piaciuta di più non è stata la destinazione ma il viaggio. Lungo il percorso ho potuto legare di più con i miei compagni di classe e sono molto contento di questo. Nonostante la fatica quella giornata mi ha dato un senso di libertà che non abbiamo potuto avere nei mesi scorsi, mi ha fatto sentire come quel daino che girava libero nel bosco.

Gabriele Alborghetti


Una volta usciti dall’Uccellera vediamo una creatura fantastica, bellissima, veloce. Un daino vivo davanti a noi. Pazzesco!                                                                   Giuseppe Cicccarelli

 


Una giornata speciale perché quel daino mi guardava con uno sguardo che sembrava dirmi di farcela, di resistere.                                                                                                         Myriam Labas


Nonostante tanta fatica, io ce l’ho fatta e ne sono fiera. Non avevo mai camminato così tanto e mi è piaciuto. Un’esperienza che rifarei.                                                             Rebecca Amigoni


Le risate e il vociare dei miei compagni rendevano l’atmosfera piacevole. Ne è valsa la pena perché non avrei mai pensato di riuscire a fare così tanti chilometri e a camminare per tante ore, anche perché ho scoperto che mi piace e quindi vorrei provare a farlo un po’ più spesso.

Martina Sala

 


L’aria che si respirava era pulita e fresca.                                            Nicholas Mazzoleni


La parte più bella della mattinata è stata sicuramente la visita all’Uccellera con la riscoperta di antichi strumenti come il tarel per girare la polenta, le pentole, i recipienti dell’olio e del latte, le trappole per i vari animali che vivevano in quella zona parecchi anni fa. Mi ha incuriosito molto vedere da vicino tutti gli oggetti che i nostri antenati utilizzavano quotidianamente, così diversi rispetto a quelli che usiamo noi oggi. E’ stata sicuramente una bella esperienza! La rifarei molto volentieri.

Giada Frigerio


Lungo il tragitto ho percepito diversi profumi, quello di erba verde, vivace, quello dei fiori selvatici come la rosa canina. Tutti insieme creavano un mix super delicato e gradevole. Grazie a questi profumi mi sentivo leggera, calma, libera. Con queste fragranze, mischiate all’aria fresca che qualche volta ti colpiva, all’improvviso sembrava di poter volare tranquilla nel cielo senza pensieri, senza stress. Che bella sensazione! Quanto sarebbe stato bello toccare le nuvole con la mano…

Ambra Galbiati



Ecco poi la foto di classe della 1C:



Zaino in spalla e via, proseguiamo il percorso lungo le diverse frazioni di Cisano, scortati dai nostri prof.


Grazie ancora una volta ai volontari CAI di Cisano per averci accompagnati alla scoperta del nostro territorio!

(Testi della classe 2A, ordinati dalla prof.ssa Gerosa.
Fotografie delle prof.sse Bellini per la 2A e Del Gaudio per la 1C)

Una gita in campagna trullallà

Lunedì 17, martedì 18 e mercoledì 26 maggio le classi della secondaria di Cisano Bergamasco hanno trascorso la mattinata alla scoperta del territorio, in una passeggiata guidata da alcuni volontari della sezione CAI locale.

Il percorso di lunedì 17 è iniziato alle 8.05 presso il nostro istituto: la nostra prima tappa è stata la Cappella degli Alpini in via Uccellera

E' stato bello abbandonare progressivamente la cittadina per salire sempre più sulla collina: sentivamo i rumori del traffico e della vita quotidiana allontanarsi pian piano da noi. Al tempo stesso capivamo che ci stavamo addentrando sempre più nell'aria pulita: ci accompagnava solo il fruscio delle foglie.

In via Uccellera abbiamo coccolato 4 muli molto simpatici e ben disposti a farsi accarezzare, in cambio di qualche manciata di erbette spontanee che crescevano sul bordo della strada. Dopo aver stabilito un contatto con questi dolci animali, siamo saliti per le ripide scalette che portano alla Cappella degli Alpini: il luogo è molto caratteristico, perché la forma architettonica evoca un cappello da alpino.

Ecco la 2B all'ombra del cappello!

Dietro la Cappella si apre un panorama davvero piacevole: abbiamo potuto ammirare il sole risplendere nell'Adda e siamo riusciti a vedere addirittura il profilo di Milano, perso nella foschia all'orizzonte!

Dopo essere scesi dalla Cappella, le guide del CAI Cisano ci hanno fatti entrare nella Uccellera, cioè nell'antica tenuta dei contadini cisanesi. 

Dall'esterno si può ancora godere di un panorama mozzafiato:

E noi ne abbiamo giustamente approfittato per fare una foto di classe! (1A)

I volontari ci hanno spiegato che oggi l'Uccellera appartiene al caro concittadino ed ex sindaco, il Cav, Pietro Vitali, che permette ai volontari degli Alpini di tenere delle brevi visite guidate, per illustrare a noi ragazzi come vivevano un tempo i nostri bisnonni in campagna.


In questa foto possiamo vedere gli attrezzi del contadino: due cesti che si portavano sulle spalle quando si andavano a raccogliere erbe e verdura e un campanaccio da legare al collo degli animali.

Questa invece è l'icona posta sull'ingresso della casa, a simboleggiare che si sta entrando in un luogo molto caro ai nostri alpini di Cisano di cui il cav. Vitali è stato per anni il presidente della sezione alpini e suo benefattore.


Infine, ecco le foto degli interni.





Noi eravamo molto attenti fin dalle scale!
(classe 1A)                                                        (classe 2B)


La guida ci stava spiegando che gli alpini utilizzavano il mulo per spostarsi sulle colline, perché è un animale paziente e resistente: ecco lo zaino dell'alpino e la sella che usava per cavalcare il nostro amico a quattro zampe.


Una volta saliti al primo piano, ecco gli ambienti, i mobili e gli oggetti di una casa contadina.

 (Classe 2B)
















(Classe 1A)



La guida ci ha parlato di qualche oggetto di uso contadino, cioè delle seghe usate per tagliare i tronchi e i rami degli alberi, dei ferri per gli zoccoli dei muli, degli arnesi per pulire gli zoccoli delle vacche; del campanaccio che si metteva al collo dei bovini e delle falci che si utilizzavano per tagliare il grano.

Poi ci ha fatto vedere anche alcuni oggetti di uso domestico, come il ferro da stiro che si metteva a scaldare sul carbone ardente, la scatoletta dove veniva custodita la siringa per quando bisognava somministrare la penicillina, il vaso da notte e le posate.
Poi ha preso un piccolo ferro e ci ha spiegato che, riscaldato, esso serviva alle ragazze per arricciarsi i capelli per un'occasione importante (una festa o una celebrazione).




(Classe 2B)

La seconda tappa del nostro percorso è stato il Parco delle Penne Nere, dove abbiamo potuto ristorarci con le nostre merende, sederci sulle panchine e scambiarci quattro chiacchiere. 


Visto che non facciamo gite da un anno, questa uscita ci ha dato un po' di tempo per stare insieme all'aria aperta!

 (Classe 1A)

Questa prima parte di percorso è durata complessivamente un'ora e mezza e ha coperto quasi 6 chilometri.

Poco dopo siamo ripartiti per affrontare il percorso del ritorno.

Abbiamo attraversato un prato dove si è particolarmente sentito il contatto con la natura, perché ci è entrata un po' di acqua nelle scarpe, ma è stato comunque divertente!


E soprattutto abbiamo visto dei paesaggi bellissimi: il sole ha accompagnato ogni nostro passo, le montagne erano sempre a portata di sguardo. In particolare siamo riusciti a riconoscere il Resegone dalla caratteristica forma della sua vetta: è stata una vera sorpresa trovarlo di fronte a noi!


Dopo questi paesaggi così limpidi siamo arrivati alla frazione di Pomino, da cui poi siamo scesi verso la parrocchia di San Gregorio e infine siamo tornati a scuola.





Lungo questo percorso abbiamo tenuto sulla sinistra le antenne di Valcava.



Il percorso del ritorno copriva più o meno gli stessi chilometri di quello dell'andata, quindi complessivamente abbiamo percorso 11 km e mezzo!

Ecco il racconto di Trotta Gianluca di 1A:

"Salve a tutti il mio nome è Gianluca e oggi vi racconterò quello che ha fatto la prima A lunedì scorso.
Mi sveglio alle 7:00, gasato perché oggi ci sarebbe stata la gita in giro per Cisano: faccio colazione, mi vesto ed esco a prendere il pullman, Arrivo a scuola, entro in classe: erano già tutti dentro perché di certo non si volevano perdere la gita, così alle 7:55 usciamo con gli alpini e cominciamo ad avviarci verso il sentiero che sbuca in via Barella.
Continuiamo ancora un po' ed andiamo in via Martiri delle Foibe e lì prenderemo un altro sentiero che ci porterà alla Cappella degli Alpini. Nel frattempo io e i miei compagni parlavamo, scherzavamo e cantavamo anche delle canzoni!
Quando siamo arrivati in cima alla cappella, ci hanno fatto una foto e dopo siamo andati al museo storico del signor Vitali e lì ci hanno detto molte cose interessanti di come si viveva molti anni fa. Quando siamo usciti abbiamo fatto merenda e ci siamo rimessi in cammino.
Prendiamo un altro sentiero  ed arriviamo in un posto dove ci sono dei tavolini e ci fermiamo ancora.
Io e i miei compagni abbiamo giocato a "ce l'hai" e "lupo ghiaccio", dove ho dovuto fare io il lupo, ma non sono riuscito a prendere nessuno, anzi prendevo qualcuno ma dopo arrivava un altro a liberarlo :( ma il gioco è così e alla fine mi divertivo lo stesso.
Dopo abbiamo ripreso il cammino e siamo sbucati al parco "Penne nere". Dopo abbiamo attraversato un campo pieno di acqua e pozzanghere dove io e i miei amici ci siamo bagnati tutti. Attraversato il campo, arriviamo a Pomino, poi prendiamo i sentieri che abbiamo fatto all'inizio e così siamo tornati a scuola.
Mi sono divertito tanto in questa gita, anche se dopo sono tornato a  casa sfinito.
Grazie per la vostra attenzione Gianluca Trotta :) "

Martedì 26 maggio abbiamo replicato più o meno lo stesso percorso, passando ancora dalla Cappella degli Alpini e dall'Uccellera.








Però questa volta all'Uccellera le classi 1B, 3B e 3C si sono fatte sorprendere da due daini!



Al parco delle Penne Nere la 3B è riuscita a giocare a nascondino, mentre aspettava di dare il cambio alle altre due classi. 

(classe 3B)

Dopo la frazione di Pomino ecco la deviazione per il bosco di Chiaravalle: siamo andati all'avventura!







Dopo Chiaravalle abbiamo preso la direzione per Ca' Gandolfi e infine siamo ritornati a scuola.


Questa mattinata abbiamo macinato più di 11 chilometri: complimenti a tutti!


Un ringraziamento dal profondo del cuore alle guide che ci hanno accompagnati con tanta pazienza e gentilezza: grazie dalla scuola media di Cisano!

(Fotografie delle prof.sse Alati G. per la 1A; Alati M. per la 2C; Bellini per la 3C; Testa per 2B e 3B)