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| Gabriele Invernizzi |
Questa attuale didattica a distanza ci ha fatto venir voglia di rispolverare e condividere sul nostro blog un lavoro svolto qualche tempo fa.
Durante il percorso di letteratura, i ragazzi di terza C si sono trovati di fronte ad un grande poeta della tradizione letteraria italiana, Giacomo Leopardi. Per conoscerlo meglio e per capire il suo pensiero, abbiamo cercato di avvicinarci alla sua vicenda umana e poetica per gradi e, soprattutto, abbiamo provato a metterci un po’ nei suoi panni.
Innanzitutto, prima ancora di sapere che Leopardi sarebbe stato trattato nelle lezioni successive, agli studenti è stato chiesto di immaginare di trovarsi davanti ad una siepe e di pensare a cosa avrebbero voluto trovare dall’altra parte. Così, mentre Leopardi dietro quella siepe che il guardo esclude si immaginava interminati spazi di là da quella e sovrumani silenzi e profondissima quiete, le ragazze e i ragazzi di terza C hanno sognato personaggi fantastici, tempi e mondi migliori.
Dall’altro lato della siepe non vorrei le solite cose che interessano ai ragazzi e alle ragazze della mia età, come vestiti firmati, macchine sportive o il classico idolo famoso che, se sono fortunati, un giorno potranno vedere dal vivo. Io vorrei un pallavolista con i capelli rossi all’insù, due occhi rossi fini e a mandorla, un sorriso dolce, alto 1 e 87 e che ama cantare. Come si intuisce, è un personaggio anime e di conseguenza non lo potrò mai incontrare, ma certe volte mi aiuta di più vedere una sua immagine che sfogarmi con le persone. Lui si chiama Satori, Satori Tendo, e gioca nella squadra dello Shiratorizawa, nella prefettura di Miyagi vicino a Tokyo. Io lo vorrei incontrare per abbracciarlo, dirgli che non è un mostro come dicono i ragazzi delle altre squadre e che, se ci fosse lui, per me la vita sarebbe mille volte più semplice. Anche se non esiste, Tendo riesce a farmi sorridere con delle stupidate fatte in campo e con la sua canzone. Sembra un pazzo quando mura le schiacciate di Akaashi e di Iwa Chan, ma in fondo - tanto in fondo - è un coccolone dolcissimo. In particolare, quando la sua squadra ha perso le nazionali, ha cercato in tutti i modi di far sorridere Ushijima, il suo migliore amico; si è addirittura messo a terra a imitare un pesce, più precisamente un pesce rosso. Tra mille personaggi, preferirei incontrare lui per una sola volta, per un solo minuto e per questo l’altra parte della siepe è tutta sua.
Rebecca Marchetti
Ci ho pensato parecchio, ma sinceramente credo di non poter dare una risposta concreta a questa domanda, per un semplice motivo: i miei desideri, i miei obiettivi e le mie aspirazioni cambiano, a seconda dei periodi.
Per esempio quello che vorrei trovare oggi, quasi sicuramente non sarà la stessa cosa che vorrei trovare domani. Sono fatta così, mi conosco benissimo ormai.
Tuttavia se in questo preciso momento, mi sedessi davanti a una siepe, solo una cosa vorrei trovare dall’altra parte: l’estate.
Perché l’estate porta tranquillità, zero pensieri e zero problemi, niente più ansia, scadenze, pressioni, impegni. E’ vero, dico sempre che la mia vita frenetica mi piace, ma ammetto che soprattutto in questo periodo scolastico, mi alzo la mattina già preoccupata e lamentosa per tutte le cose che avrò da fare, i compiti da consegnare, le pagine da studiare, i mille impegni da mantenere... l’estate invece risolve tutto. Non devi preoccuparti di come organizzare quel lavoro di gruppo di storia che sicuramente ti farà esplodere la testa per la confusione; il dilemma più intenso che potrai avere sarà scegliere se coprire con il cioccolato bianco o quello al latte il tuo cono tre gusti.
Se dunque sorpassassi la siepe, vorrei trovare un mondo parallelo dove nonna mi chiama per aiutarla a cucinare il pranzo, mentre mia cugina riempie la piscina con la canna dell’acqua. Vorrei trovare le mie amiche che mi chiamano per fare l’ennesimo giro sugli autoscontri, pur sapendo di aver speso già tutto il budget consegnato dai nostri genitori(o forse anche di più) e che è ora di rincasare. Vorrei trovare il profumo del bosco e dell’aria pulita tipici delle camminate estive in montagna, accompagnati dal ghigno rimbombante delle marmotte.
In sintesi, la cosa che mi renderebbe davvero ma davvero felice in questo momento, sarebbe un bel tasto rosso capace di eliminare tutti i problemi lasciando la mente vuota, libera, niente di niente...bello vero?
Beatrice Pozzoni
Sono seduta nel mio posto preferito, davanti a me c’è una vasta siepe, è molto alta con delle foglie verdi e dei piccolissimi fiori, non si riesce a vedere né l'inizio né la fine.
Immagino che oltre a questa siepe ci sia un mondo del tutto diverso dal nostro, un mondo dove c’è più verde, le acque dei mari e dei fiumi sono limpide.
Immagino che nessun animale sia in rischio di estinzione per colpa della plastica che gettiamo in giro, che sta inquinando i nostri mari e che sta formando addirittura delle isole fatte interamente di rifiuti.
Un mondo con più aria pulita dove gli animali possono andare in giro liberi e non chiusi in una gabbia e non vengono cacciati per la pelliccia e per le zanne.
Un mondo in cui la gente è più gentile e meno egoista e che guarda di più l’aspetto interiore che quello esteriore; mi immagino anche che la gente da quella parte non sa nemmeno cosa siano la guerra, il bullismo e il razzismo.
Un mondo dove le persone non stanno sempre davanti ai cellulari e hanno più tempo libero per stare di più con le persone che amano.
Penso che in quel mondo la gente sia più ottimista e che trovi sempre il lato positivo, anche nelle giornate più grigie.
Mentre immagino tutto questo mi scende una lacrima e penso che ci vorrei essere anche io dall'altra parte della siepe.
Francesca Sangalli
Dopo aver letto e commentato insieme l’Infinito, i ragazzi si sono messi in gioco e hanno cercato e creato una frase - anzi, un breve componimento poetico - che avesse come tema ciò che per loro è l’infinito, come lo intendono, come lo pensano. Lo hanno fatto in maniera particolare, attraverso la tecnica del caviardage che, a partire da un foglio già scritto di un vecchio libro o di un giornale, permette di mettere in luce le parole che colpiscono maggiormente, cancellare quelle in eccesso e far nascere così una poesia nascosta. Il prodotto poi si conclude con la decorazione: disegni e colori che arricchiscono di ulteriore significato le parole scelte e esprimono emozioni profonde.
Ne condividiamo qui sotto alcuni.
“La storia si ripete in eterno, secondo un processo ciclico eterno, l'universo è sempre esistito, e c'è dell'altro?”
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| Alessio Martorini |
Con questa frase intendo dire che la storia si può ripetere in modi e forme diverse e che l'universo è sempre esistito e noi non lo vedremo finire. Tramite storia ed universo volevo sottolineare come spazio e tempo siano infiniti e come le cose si ripetano e ripresentino senza fine. La domanda finale lascia libera interpretazione perché non sappiamo cosa succederà e quindi non possiamo né prevedere né controllare cosa ci sarà poi.
La cornice intorno l'ho fatta con una successione di linee e punti per ricordare il ripetersi delle cose e degli avvenimenti; il sole rappresenta l'universo e gli omini stilizzati con la casetta l'uomo e la storia. (Alessio Martorini)
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| Beatrice Pozzoni |
“Il guardare oltre significa individuare risposte possibili perché non ci si fermi allo spavento; riflettere e interrogarsi accettando la sfida”
Ho scelto questa frase perché credo che riflettere sull’infinito sia una scelta abbastanza difficile e coraggiosa: molte volte infatti, preferiamo “lasciar perdere” perché non ci consideriamo all’altezza delle risposte che potremmo ottenere. Al contrario, dovremmo accettare questa sfida ardua e “guardare oltre” la barriera dell’infinito, senza il timore di trovare qualcosa di spaventoso, che magari non conosciamo o che non ci riteniamo pronti ad affrontare. (Beatrice Pozzoni)
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| Giada Papini |
"Dove non ci sono passato e futuro e non ci sono le idee, i doveri, tutto questo non esiste. La persona che tu pensi di essere non esiste"
In poche parole credo che l'infinito sia un qualcosa di talmente grande e complesso che è impossibile da descrivere.
Il disegno che ho rappresentato è un cielo con delle montagne, perché credo che l'infinito si trovi oltre la nostra terra, dopo il cielo. (Giada Papini)
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| Eleonora Pelucchi |
"Tutte le volte verso la luce"
La luce sarebbe l'infinito e l'infinito è come una sorta di immaginazione. Quando vuoi qualcosa che non puoi ottenere, usi sempre l'immaginazione. Ho scelto quella decorazione perché penso che i bambini siano quelli con più immaginazione. (Eleonora Pelucchi)
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| Francesca Sangalli |
“Tu guarderai il cielo, la notte; le stelle saranno sempre delle guide”
Anche se perdi la strada, guardando il cielo troverai sempre dei punti di riferimento.
Possono essere stelle o costellazioni, ad esempio la stella polare o la costellazione dell’Orsa maggiore, o persone care che non sono più tra di noi e ci proteggono dall’ alto. (Francesca Sangalli)
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| Rebecca Marchetti |
“Le paure, le angosce, le immagini, l'immaginario come tesoro in mezzo a un campo”
Ho scelto questa frase perché per me l'infinito può essere tante cose o sensazioni, sia reali che immaginarie, e ho scelto i due personaggi Midoriya Izuku e Togata Mirio perché la loro storia è talmente bella e particolare che è la perfetta rappresentazione dell'infinito. (Rebecca Marchetti)
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| Francesco Papini |
“Siamo tutti sulla stessa barca in un mare eccezionale”
Ho scelto questa frase perché mi fa pensare all'infinito come se la barca fosse la terra e il mare eccezionale fosse l'universo infinito; per questo ho disegnato un alieno e una navicella spaziale perché sono le prime cose che fanno pensare all'universo. (Francesco Papini)
E ancora...
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| Madalina Siscanu |
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| Asia Milani |
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| Mattia Salvi |
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| Marta Papini |
E così, il nostro naufragar è stato più dolce.
prof.ssa Corinne Rossini